Stretta alle deroghe all’obbligo di rimanere in casa.

di Denaura Bordandini

 

Introduzione

 

“It finally happened” cantavano i Queen. Alla fine è successo, tocca dire a noi.

Numerosi i richiami al buon senso ed all’esigenza di rimanere a casa come misura cardine contro l’espandersi del contagio non sono serviti a portare la cittadinanza ad organizzare meglio le uscite per i generi alimentari o altre spese necessarie, così come ad impedire che le persone contenessero gli accessi ai luoghi pubblici, al chiuso come all’aperto.

Mancanza di buon senso per alcuni. Regole poco definite per altri.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. I presidenti di varie regioni, tra cui Friuli Venezia-Giulia, Lombardia ed Emilia-Romagna, hanno emanato ordinanze che intervengono ulteriormente nel limitare la libertà di movimento dei cittadini al fine di contenere il contagio.

 

Cosa prevede e quali modifiche introduce l’ordinanza n. 3/PC

 

Vediamo insieme cosa prevede e quali modifiche introduce l’ordinanza n. 3/PC del Presidente della regione Friuli Venezia-Giulia, (clicca qui per scaricarla).

Si legge all’art.1 dell’ordinanza:

“(…) è fatto divieto di svolgere attività motorie o sportive, nonché di effettuare passeggiate o comunque di intrattenersi, in aree frequentate da più persone, con particolare riguardo a parchi pubblici o aperti al pubblico, giardini pubblici o aperti al pubblico, o altre aree che possano comunque attrarre la presenza di più persone contemporaneamente;”

Il tenore letterale della norma poteva essere forse più rigoroso, anche in ragione della permanenza della previsione della possibilità di svolgere attività motoria all’aperto, contenuta nel DPCM 9 marzo 2020, art. 1 lett. d), non ancora modificato. Altri Governatori hanno optato per una scelta linguistica meno ambivalente. Per esempio, il testo dell’analogo punto 1 dell’ordinanza emanata dalla regione l’Emilia-Romagna è il seguente

“L’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi sono consentiti esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari). Nel caso in cui la motivazione sia l’attività motoria (passeggiata per ragioni di salute) o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche, si è obbligati a restare in prossimità della propria abitazione”.

 

Il Presidente Fedriga ha chiarito l’intento dell’ordinanza

 

Tornando a noi, il Presidente Fedriga ha comunque chiarito l’intento dell’ordinanza a mezzo di un video diffuso dalle testate giornaliste online, che puoi trovare cliccando qui : si è inteso vietare le uscite dall’abitazione per fare passeggiate e attività sportiva, ribadendo che gli spostamenti ammessi sono quelli noti legati a motivi sanitari, di lavoro e per l’approvvigionamento di cibo, che dovranno essere autocertificate (scarica qui il modulo aggiornato al 17.3.2020) ai fini dell’eventuale verifica da parte delle competenti Autorità.

All’art.2 dell’Ordinanza è prevista la chiusura di tutti i parchi pubblici o aperti al pubblico, giardini pubblici o altre aree.

La norma evidenzia, nel suo medesimo contenuto, la ragione sottesa alla misura: detti luoghi hanno la naturale propensione ad attrarre la presenza di più persone contemporaneamente che invece, ai fini del contenimento del contagio da Covid-19, deve essere necessariamente scoraggiato. Il provvedimento verrà adottato dai Sindaci della Regione.

 

Le nuove norme per gli esercizi commerciali

 

Vengono, infine, introdotte nuove norme che riguardano gli esercizi commerciali.

Ad eccezione di farmacie, le parafarmacie e le edicole, dovranno tutti osservare la chiusura domenicale. L’accesso agli esercizi aperti al pubblico viene limitato ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone (articoli 4 e 5), così da evitare la presenza all’interno dei locali di un numero superiore al necessario.

Evidente come la finalità dell’ordinanza sia quella di evitare quanto più possibile gli assembramenti, in ossequio di quanto disposto dal DPCM 09 marzo 2020 ed in particolare l’articolo 1, comma 2, che testualmente dispone: “sull’intero territorio nazionale è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico”. Concetto che, per la normativa emergenziale anti-contagio da Covid-19, non deve essere interpretata come reale affollamento di persone, bensì come semplice presenza di più persone. Non si tratta di impedire raggruppamento di persone con intenzioni ostili o sospette, lo scopo è quello di fare osservare una concreta distanza sociale tra le persone, riconosciuto come metodo efficace per impedire la propagazione del contagio pandemico.

 

Le conseguenze della violazione dei provvedimenti

 

L’ordinanza emanata dal Presidente della regione Friuli venezia-Giulia, così come i provvedimenti che i Sindaci adotteranno per chiudere i parchi e glia altri luoghi pubblici, sono provvedimenti dell’autorità emanati per ragioni di sicurezza pubblica. La loro violazione potrà pertanto portare alla responsabilità penale ai sensi degli art. 650 cp e, qualora la trasgressione avvenga da parte dei titolari degli esercizi commerciali destinatari, questi potranno essere applicate anche sanzioni amministrative quali chiusure obbligate e sospensione della licenza.

Trovi maggiori approfondimenti sul reato di cui all’art. 650 del Codice Penale  in altri contributi presenti in questo blog, come:

“I reati ai tempi del Coronavirus: gli artt. 650 e 485 del Codice penale”  e

“Imbattersi nel reato di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità (art. 650 Codice penale)”

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