Responsabilità del datore di lavoro e del RSPP per contagio da Covid-19: Conseguenze e tutele

di Massimo Borgobello

 

Introduzione

 

Da giorni vediamo video in cui imprenditori si chiedono come tutelarsi dall’ipotesi di contagio da Coronavirus dei propri dipendenti: questo perché, nonostante il rispetto dei protocolli e la volontà di tutelare la salute dei collaboratori, l’ipotesi non può essere esclusa.

 

Vediamo ora le fonti in materia e verifichiamo la situazione.

 

Il comma 2 dell’art. 42 del decreto Cura Italia, convertito in legge, indica il contagio da Covid-19 di un lavoratore come ipotesi di infortunio sul lavoro; una circolare Inail del 13 aprile 2020 conferma la linea.

Vero è che il riconoscimento dell’ipotesi come infortunio sul lavoro non determina automaticamente la responsabilità penale del datore di lavoro e del responsabile per il servizio prevenzione e protezione, in particolare perché non sarà agevole provare che il contagio è avvenuto sul luogo di lavoro e perchè non necessariamente il contagio provoca danni conseguenza (si pensi agli asintomatici).

 

Quali tutele legali, dunque, per imprenditore e RSPP (ferma restando la primarietà del diritto alla salute di ognuno, titolare e dipendente)?

 

Ribadisco che è necessario attenersi ai protocolli impostati tra Governo e parti sociali.

E’ necessario o un aggiornamento del DVR o almeno un’integrazione in appendice, in cui si devono indicare le misure adottate, i protocolli specifici e, possibilmente, documentare tutta l’attività svolta.

Il rischio da Covid-19, in realtà, non è diverso da alcun rischio di infortunio sul lavoro sul piano sanzionatorio e sul piano delle regole generali: sotto il profilo penale le ipotesi rilevanti sono omicidio e lesioni colpose ed epidemia colposa.

In caso di mancato rispetto delle normative sulla riapertura, restano ferme le sanzioni amministrative pecuniarie e l’eventuale sospensione dell’attività da parte del Prefetto.

Sotto il profilo civilistico, infine, sono ipotizzabili rimedi risarcitori a favore dei dipendenti,

Posto che il datore di lavoro deve, ai sensi dell’art. 2087 Codice civile, “adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie e tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del prestatore di lavoro”, sarà necessario dotarsi di strumenti ulteriori rispetto a quelli mini previsti per avere una tutela più efficace sul piano normativo.

Alla sensibilità di ciascuno, quindi, impostare un sistema di garanzie e sicurezza almeno superiore allo standard minimo.

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